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		<title>Into the wild, un&#8217;occasione sprecata</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 17:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre 2001]]></category>
		<category><![CDATA[Chris McCandless]]></category>
		<category><![CDATA[Eddie Vedder]]></category>
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		<description><![CDATA[Un regista, Sean Penn (La promessa), considerato tra i maggiori nuovi talenti di Hollywood; una grande storia, quella -vera- di Chris McCandless, che abbandonò tutto per un viaggio senza nulla attraverso gli Stati Uniti; interessanti temi dunque su cui speculare: i falsi valori della società odierna, il ritorno alla natura, la solitudine, la ricerca della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=149&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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</a></div>
<div align="left"></div>
<div align="left"><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/03/into_wild.jpg" title="Into the wild"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/03/into_wild.jpg?w=181&#038;h=269" alt="Into the wild" align="left" height="269" width="181" /></a>Un regista, <b>Sean Penn</b> (<i>La promessa</i>), considerato tra i maggiori nuovi talenti di Hollywood; una grande storia, quella -vera- di <b>Chris McCandless</b>, che abbandonò tutto per un viaggio senza nulla attraverso gli Stati Uniti; interessanti temi dunque su cui speculare: i falsi valori della società odierna, il ritorno alla natura, la solitudine, la ricerca della felicità. Con queste premesse uscire dal cinema con lo spirito opposto con cui ci si è entrati è spiacevole ma tant’è: <b><i>Into the wild</i> è una delusione, e un’occasione sprecata.</b></div>
<p>Se vuoi dire qualcosa mediante il linguaggio cinematografico lo fai con la forza delle immagini, con la trama, con dialoghi magari forti ma non forzati, in definitiva col tuo punto di vista di regista: <b>Penn invece ci spiega tutto, con frasi altisonanti che appaiono in corsivo sullo schermo</b>, con zoomate (sic!) sulle parole-chiave incise sul legno o scritte sul diario, con l’irritante voce-off della sorella di Chris, soprattutto con un protagonista che parla come se stesse annunciando la lieta novella anche quando è ubriaco e dovrebbe solo biascicare. Perfino le -belle- canzoni di <b>Eddie Vedder</b> hanno testi che ci dicono, coi sottotitoli eh, quanto sia assurdo il mondo in cui viviamo (“Società, sei una razza folle…”).</p>
<p><b>Su tutto quindi aleggia pesante un tono intellettualistico, didascalico, che lascia inizialmente stupefatti e poi quasi irritati</b>. Tanto forte è questa sensazione che sorge il dubbio che il regista voglia prenderci in giro e esprima un giudizio sostanzialmente negativo sulla storia: potrebbe farcelo pensare la frase finale del film (la vera felicità è quella condivisa) o lo sberleffo che a un certo punto il protagonista rivolge alla cinepresa, ma troppi sono gli indizi che invece portano a vedere come la vicenda voglia essere presentata come simbolica e edificante, il che può anche starci, ma non attraverso strumenti retorici e ridondanti. Allora quella frase è solo nuova carne al fuoco in un calderone un po’ confuso, e lo sguardo in camera di Chris è più probabilmente una citazione buttata lì di Fino all’ultimo respiro. Del resto tutta la regia è sovraccarica di effetti facili, split-screen, ralenty, primi piani insistiti: ancora una volta l’impressione è l’esercizio di stile.</p>
<p><b><i>Into the wild</i> è inutilmente lungo, pieno di episodi che nulla aggiungono alla vicenda</b> (la hippy sedicenne, il contadino Vince Vaughn…) e non vale l’obiezione che è tratto da una storia vera: non tutto ciò che è vita deve diventare materiale cinematografico; ha un montaggio spezzettato che toglie forza alla storia invece di irrobustirla; ha una bella fotografia che però rischia sempre l’effetto National Geographic.</p>
<p><b>Infine l’ultimo, ferale difetto di questo film: non emoziona!</b> Ed è un delitto per una storia del genere. I presupposti ci sarebbero tutti, ma il brivido non corre mai lungo la schiena, gli occhi non si inumidiscono, nemmeno nel finale tragico e lirico (anche questo troppo enfatico e furbo…).</p>
<p>La speranza è che Sean Penn torni presto alla poesia ruvida e minimalista che aveva espresso nel suo episodio del film <i><b>11 settembre 2001</b></i>. Qui ha voluto strafare, e ha toppato.</p>
<div align="right"><i>Emiliano Ruocco</i></div>
<p><b>Into the wild</b><br />
Regia: Sean Penn<br />
Sceneggiatura: Sean Penn<br />
Fotografia: Eric Gautier<br />
Musiche: Michael Brook ,Eddie Vedder ,Kaki King</p>
<p>Cast<br />
Wayne Westerberg Vince Vaughn<br />
Walt McCandless William Hurt<br />
Ron Franz Hal Holbrook<br />
Jan Burres Catherine Keener<br />
Christopher McCandless Emile Hirsch<br />
Carine McCandless Jena Malone<br />
Billie McCandless Marcia Gay Harden</p>
<p>Anno: 2007<br />
Nazione: Stati Uniti d&#8217;America<br />
Durata: 140&#8242;<br />
Data uscita in Italia: 25 gennaio 2008<br />
Genere: avventura,drammatico</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/erdos.wordpress.com/149/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/erdos.wordpress.com/149/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/erdos.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/erdos.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/erdos.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/erdos.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/erdos.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/erdos.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/erdos.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/erdos.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/erdos.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/erdos.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/erdos.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/erdos.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/erdos.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/erdos.wordpress.com/149/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=149&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quale sarà la fine del mondo?</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 19:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; molto irritante pensare che sarà impossibile, per noi che stiamo consumando la nostra esistenza durante questa briciola di tempo, essere presenti alla fine del mondo. Pensare di dover morire mentre tutti gli altri continueranno a vivere, è un po&#8217; come essere costretti a lasciare una festa e sentire gli altri che si divertono da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=148&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/ken_il_guerriero.jpg" title="Ken il guerriero"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/ken_il_guerriero.jpg?w=232&#038;h=159" alt="Ken il guerriero" align="left" height="159" width="232" /></a><i>E&#8217; molto irritante pensare che sarà impossibile, per noi che stiamo consumando la nostra esistenza durante  questa briciola di tempo, essere presenti alla fine del mondo. Pensare di dover morire mentre tutti gli altri continueranno a vivere, è un po&#8217; come essere costretti a lasciare una festa e sentire gli altri che si divertono da matti.<br />
</i></p>
<p><i>Per consolarci non ci resta che immaginare quale potrà essere la fine del mondo. Ci viene in aiuto quest&#8217;articolo pubblicato su Corriere.it (<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_febbraio_12/ora_fine_momdo_96e4d58c-d965-11dc-8c3c-0003ba99c667.shtml" target="_blank"><b>QUI </b></a>trovate l&#8217;originale).</i></p>
<p>Quando sarà la fine del mondo? E per colpa di chi, o di cosa? Sono  interrogativi che inquietano: di sicuro quello della fine dei giorni nostri è  uno dei temi più dibattuti e su cui si scommette di più, come ben sanno i  registi di film come «Io sono leggenda» o «28 settimane dopo», tanto per citare  i più recenti del genere.</p>
<p><b>CINQUE DISASTRI –</b> E proprio a  questo argomento <a href="http://www.greendaily.com/2008/02/11/end-of-the-world-files/" target="_blank"><u>Green Daily</u></a> dedica le sue pagine, facendo un excursus  su quelle che sono le 5 ipotesi più o meno plausibili per cui la nostra civiltà  un domani potrebbe finire per estinguersi. E grazie al «disastrometro» (il  termometro del disastro), presente in ciascuna pagina, è possibile verificare  quante probabilità vi sono che ciascuna delle catastrofi contemplate si  realizzi.</p>
<p><b>SARÀ IL CLIMA? –</b> Si comincia così dallo scenario in cui le macchine,  l&#8217;intelligenza artificiale cui i neuroscienziati lavorano con tanta passione,  prendono il sopravvento sull&#8217;uomo, annientandolo (il termometro segna 1/10), per  passare poi all&#8217;ipotesi del meteorite che cade sulla Terra spedendo in un attimo  l&#8217;essere umano a far compagnia ai dinosauri nell&#8217;elenco delle specie estinte  (probabilità di verificarsi: 4/10). Che dire poi del rischio pandemia (livello  di allarme 5/10)? Forse non sarà l&#8217;influenza aviaria a sterminarci, ma un domani  la rapida diffusione di un nuovo virus potrebbe uccidere milioni di persone in  pochissimo tempo. Fortunatamente in questo caso una prevenzione è possibile, e i  Governi incoraggiano la ricerca perlomeno per sconfiggere le minacce esistenti.  Nella scala del disastrometro, poi, la possibilità che la nostra esistenza venga  compromessa a causa del cosiddetto Peak Oil – o «culmine del petrolio», ovvero  il momento in cui la richiesta di olio combustibile supererà l&#8217;offerta – è  valutata 6/10. Se nessuno farà niente per cambiare lo stato delle cose, la  carenza del petrolio e il conseguente aumento smisurato del prezzo del barile  (quale sarà il costo dell&#8217;oro nero da qua a 5 anni?) potrebbero realmente  portare a conflitti e al collasso della società industriale. Ma ciò che secondo  il termometro dei disastri ci porterà al punto di non ritorno sarà il  cambiamento climatico, che fa salire il disastrometro a quota 8/10. Il nostro  pianeta si surriscalda e, a quanto pare, la nostra società non sta facendo  quanto potrebbe e dovrebbe per evitare quelli che per Stephen Schneider,  climatologo della Stanford University, in un futuro non troppo lontano saranno  «cambiamenti realmente pericolosi».</p>
<p class="footnotes">Alessandra Carboni<br />
<b>12 febbraio 2008</b></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/erdos.wordpress.com/148/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/erdos.wordpress.com/148/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/erdos.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/erdos.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/erdos.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/erdos.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/erdos.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/erdos.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/erdos.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/erdos.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/erdos.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/erdos.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/erdos.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/erdos.wordpress.com/148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/erdos.wordpress.com/148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/erdos.wordpress.com/148/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=148&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Arriva l&#8217;obiezione di coscienza alle scene di sesso</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 09:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Caos Calmo]]></category>
		<category><![CDATA[CEI]]></category>
		<category><![CDATA[Don Anselmi]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[obiezione di coscienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre pensato che non fosse giusto che solo i medici, i farmacisti, gli infermieri, i veterinari, potessero decidere di non fare qualcosa che gli spetta, come praticare un aborto o collaborare a praticarlo, dichiarandosi obiettori di coscienza. Qualche storia di questo tipo, legata alla &#8220;pillola del giorno dopo&#8221; (che splendido nome: sembra un film [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=145&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/isabella_ferrari.jpg" title="Isabella Ferrari"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/isabella_ferrari.jpg?w=191&#038;h=253" alt="Isabella Ferrari" align="left" height="253" width="191" /></a>Ho sempre pensato che non fosse giusto che solo i medici, i farmacisti, gli infermieri, i veterinari, potessero decidere di non fare qualcosa che gli spetta, come praticare un aborto o collaborare a praticarlo, dichiarandosi obiettori di coscienza.</p>
<p>Qualche storia di questo tipo, legata alla &#8220;<b>pillola del giorno dopo</b>&#8221; (che splendido nome: sembra un film catastrofico degli anni &#8217;80) potete leggerla <a href="http://http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200802articoli/29842girata.asp" target="_blank"><b>QUI</b></a>.</p>
<p><b>Per fortuna che in Italia abbiamo la CEI. </b>Che menti straordinarie, i nostri vescovi. Se non ci fossero loro, ad animare un po&#8217; il dibattito in questa società italiana così sonnacchiosa, a richiamare all&#8217;ordine le nostre coscienze intorpidite, non avremmo niente di cui parlare. <b>Questa volta il merito è di Don Nicolò Anselmi, responsabile della Cei per la pastorale giovanile.</b></p>
<p><b>Don Anselmi,  in una lettera ai ragazzi  che parteciperanno alla Gmg di Sydney, critica la scena erotica di <i>Caos Calmo</i></b> (il trailer del film è visibile <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JdYKJ15JGvg" target="_blank"><b>QUI</b></a>): «Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile  e delicato come la Ferrari &#8211; scrive don Anselmi nella lettera ai giovani che  andranno a Sydney &#8211; mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera,  magari un momento d&#8217;amore aperto alla vita, ad un figlio». Belle parole, no? Però, fin qui, don Anselmi non avrebbe fatto nulla di diverso da quello che oggi fanno 8 giornalisti su 10 (gli altri due sono impegnati a seguire Berlusconi e Veltroni, e viceversa).</p>
<p>La grande idea arriva poco dopo: «Sono convinto che  gli attori, gli uomini di spettacolo, abbiano un grande impatto culturale e  quindi una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più  deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi  insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e  sfociano nella violenza». <b>Ecco dunque perché «sarebbe bello che qualcuno di  questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare  scene erotiche volgari e distruttive».</b></p>
<p>Grande don Anselmi. Un&#8217;idea così semplice, così limpida, per restituire dignità agli attori, ingiustamente ritenuti da secoli privi di moralità. Perchè nessuno ci aveva mai pensato prima?</p>
<p>La versione integrale dell&#8217;articolo, pubblicato su LaStampa.it, è disponibile <a href="http://http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200802articoli/30070girata.asp"><b>QUI</b></a>.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/erdos.wordpress.com/145/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/erdos.wordpress.com/145/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/erdos.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/erdos.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/erdos.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/erdos.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/erdos.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/erdos.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/erdos.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/erdos.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/erdos.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/erdos.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/erdos.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/erdos.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/erdos.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/erdos.wordpress.com/145/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=145&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Latin quintet di Fabrizio Bosso e Javier Girotto al Marabù di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 18:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Bosso]]></category>
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		<category><![CDATA[jazz]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/fabrizio_bosso.jpg" title="Fabrizio Bosso"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/fabrizio_bosso.jpg?w=185&#038;h=275" alt="Fabrizio Bosso" align="left" height="275" width="185" /></a>Ancora un appuntamento di grande fascino e all&#8217;insegna della grande musica quello che va in scena <b>sabato 9 febbraio al Marabù di Napoli</b>. </p>
<p>Nel club vomerese di via Toma arriva infatti il <i><b>Latin quintet</b></i>, superband composta da <b>Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto al sax, Natalio Mangalavite al piano, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.</b></p>
<p>Messo in piedi in occasione dell&#8217;edizione 2006 del Brianza Open Jazz Festival, il quintetto si avvale di due figure leader: da un lato il torinese Bosso, dall&#8217;altro l&#8217;argentino Girotto, italiano d&#8217;adozione. Si incontrano così, nel terreno fertile dell&#8217;improvvisazione e del jazz, estetiche apparentemente lontane, l&#8217; hard bop di cui Bosso è alfiere indiscusso e gli influssi latini e le ritmiche argentine, dal tango in giù, di Girotto. Il calore che emana l&#8217;incontro tra due grandi stilisti del jazz quali Bosso e Girotto anima la musica del quintetto: inquadrature veloci, rapidi cambi di timbro, assoli fulminanti e grande interplay. </p>
<p><b>La tromba tecnicamente infallibile di Fabrizio e la voce inconfondibile dei sassofoni di Javier sospingono l&#8217;estro combinatorio e visionario di un quintetto che gode inoltre della partecipazione straordinaria del pianista italo-argentino Natalio Mangalavite</b>, già compagno di Girotto in altre avventure. L&#8217;estetica del quintetto si colloca dunque nella tradizione jazz con occhio di riguardo nei confronti di linguaggi misti ad influssi latini: una soluzione valida a estetiche programmate, che si avvale dell&#8217;inguaribile volontà d&#8217;innovazione dei componenti, estremamente interessati a fondere forme comunicative apparentemente lontane. </p>
<p><b>Di grande livello anche gli altri due componenti del quintetto. </b>A partire da Luca Bulgarelli, tra i migliori giovani contrabbassisti in circolazione. Dotato di alta padronanza tecnica e ricca sensibilità espressiva, si dimostra un musicista enciclopedico che si sta ricucendo un ruolo cardine nell&#8217;ambito di altri importanti progetti come quello jazz di Gino Paoli, il quintetto di Roberto Gatto, la band di Sergio Cammariere, al fianco di Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi. </p>
<p>Lorenzo Tucci è un batterista incredibile la cui tecnica è frutto di un&#8217;attenta scomposizione sia del drumming di matrice nero americana che va da Elvin Jones a Tony Williams sia dell&#8217;impressionismo di Shelly Manne e Buddy Rich. Insomma cinque grandi musicisti per un concerto da non perdere.</p>
<p align="right"><i>(Comunicato stampa)</i></p>
<div></div>
<div>MARABU CLUB</div>
<div>Via G. Toma, 5/C (adiacenze Funicolare Via Palizzi) – Napoli<br />
Info e prenotazioni 081.5565784</div>
<div align="left">www.marabuclub.it</div>
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			<media:title type="html">Fabrizio Bosso</media:title>
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		<title>&#8220;Miracoli e canzoni&#8221;, uno spettacolo concerto minestrone</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 15:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Haber]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/R6czDxPJROI/AAAAAAAAANg/Xnfz5teT0sU/s1600-h/Miracoli_e_canzoni_foto_1_3143.jpg"><img src="http://bp1.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/R6czDxPJROI/AAAAAAAAANg/Xnfz5teT0sU/s200/Miracoli_e_canzoni_foto_1_3143.jpg" style="float:left;cursor:pointer;margin:0 10px 10px 0;" border="0" /></a>La cosa deve essere andata così: un giorno <b>Rocco Papaleo</b> e <b>Alessandro Haber</b> si sono ritrovati a chiacchierare sul set di un qualche film, o nell’intervallo di un qualche spettacolo, e, una chiacchiera qua, una chiacchiera là, è saltata fuori l’idea di mettere in scena uno spettacolo tutto loro, fatto di canzoni e sketch. Scelto il repertorio, trovata l’orchestra, mancava solo il regista: e quale miglior nome di <span style="font-weight:bold;">Giovanni Veronesi</span>, regista di vari film di successo, alla sua prima prova a teatro?</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Ecco nato <span style="font-style:italic;">E’ tempo di miracoli e canzoni</span>, lo spettacolo andato in scena al Teatro Gesualdo sabato 2 e domenica 3 febbraio 2008.</span></p>
<p class="MsoNormal">Un’idea buona sulla carta, però, non è detto che lo sia anche sulla scena. Rocco Papaleo e Haber (senza Alessandro, come lo stesso attore si lamenta di essere sempre chiamato da tutti, perfino dalla moglie) costruiscono uno spettacolo-concerto che alterna canzoni classiche italiane a brani inediti di Papaleo, siparietti comici di ironiche riflessioni sulla vita a strizzatine d’occhio al pubblico in sala.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight:bold;">Il risultato è una sorta di minestrone in cui finisce di tutto, uno spettacolo che non riesce mai a trovare un’identità precisa, una chiave narrativa, una scelta stilistica forte</span>, al punto che la regia di Giovanni Veronesi sembra essere poco più che un nome scritto sulla locandina, così impalpabile nella sua leggerezza.</p>
<p class="MsoNormal">La comicità di Rocco Papaleo è divertente quando sceglie la strada del surreale, o quando l’attore interpreta la parte dello “sfigato” al fianco del “figo” Haber, che è amico dei cantautori, è famoso, è carismatico, e ha una grande valigia in cui riporre tutti i sogni e le delusioni dell’attore, mentre a lui, Papaleo, gli hanno lasciato solo una busta di plastica biodegradabile.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-weight:bold;">Nelle altre occasioni, però, le canzoni inedite di Papaleo sembrano piuttosto banali, così come le scenette di cabaret con Haber</span>, fin troppo dilatate nella ricerca di una struttura teatrale che non appare mai, fin troppo frettolose nella loro funzione di momenti di passaggio da una canzone all’altra.</p>
<p class="MsoNormal">Alessandro Haber, con la sua splendida voce, ruvida, cupa, sporca, sceglie di cantare alcune famosissime canzoni del repertorio italiano come “Insieme a te non ci sto più”, “Margherita”, “Scende la pioggia”. Momenti piacevoli, certo, ma anche molto convenzionali. <span style="font-weight:bold;">Meno male che ogni tanto Haber si ricorda di essere un grande attore e regala al pubblico dei momenti da brivido, come l’interpretazione recitata di “Una notte in Italia” di Fossati, o come “La valigia dell’attore”, la bellissima canzone scritta per lui da Francesco De Gregori.</span></p>
<p class="MsoNormal">Dopo due ore troppo lunghe, dopo una finta consegna dell’Oscar ad Alessandro Haber, che dedica il premio a tutti quegli attori che non lo vinceranno mai, lo spettacolo termina. <span style="font-weight:bold;">Di canzoni ce ne sono state abbastanza, di miracoli nessuno.</span></p>
<p style="text-align:right;" class="MsoNormal"><span style="font-style:italic;">Mirko Di Martino</span><span style="font-weight:bold;"><br />
</span></p>
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		<title>Gomorra, dal libro allo spettacolo</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 12:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Mahieux]]></category>
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		<description><![CDATA[Passare dalla narrativa al teatro è sempre un’operazione complessa e rischiosa. Lo è ancora di più nel caso di un libro come Gomorra, di Roberto Saviano, che trova la sua forza non tanto nei contenuti, che pure sono di grande impatto, ma nel suo stile, barocco, visionario, che procede per accumuli di immagini, di nomi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=140&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/gomorra_2.jpg" title="Gomorra"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/gomorra_2.jpg?w=281&#038;h=190" alt="Gomorra" align="left" height="190" width="281" /></a>Passare dalla narrativa al teatro è sempre un’operazione complessa e rischiosa. Lo è ancora di più nel caso di un libro come <i><b>Gomorra</b></i>, di <b>Roberto Saviano</b>, che trova la sua forza non tanto nei contenuti, che pure sono di grande impatto, ma nel suo stile, barocco, visionario, che procede per accumuli di immagini, di nomi, di fatti, tenuti insieme da una coerenza morale che si muove tra le mille pieghe della criminalità senza dimenticare mai di cercare il bene e il male, anche quando non sono là dove dovrebbero essere.</p>
<p class="MsoNormal">Nello spettacolo che <b>Mario Gelardi</b> ha realizzato adattando il libro insieme a Saviano stesso, q<b>uesta struttura magmatica, ribollente di realtà e di metafore, si diluisce in un andamento regolare e piuttosto piatto</b>, nonostante il testo intrecci le storie di cinque diversi personaggi. Gelardi sceglie la strada di un iperrealismo che, per quanto molto efficace nelle singole scene, risulta alla fine poco incisivo nell’insieme.</p>
<p class="MsoNormal">Separate dal potente contesto narrativo, le storie di Pasquale, l’eccellente sarto che si mette a fare il trasportatore perché stanco di non poter dire a nessuno che è lui il vero autore degli splendidi vestiti dell’alta moda italiana, di Pikatchu, che sogna la bella vita dei boss sapendo che non vivrà a lungo per godersela, di Kit Kat, che vorrebbe fare il cantante e si ritrova a rapinare le coppiette ferme in auto, di Mariano, che adora alla follia il mitra Kalashnikov, dello Stakeholder, che prende la monnezza e la trasforma in oro, <b>perdono la forza evocativa e simbolica che avevano nel libro per trasformarsi in storie di criminali come ce ne sono tanti, figli di una società malata che li fa crescere e li uccide troppo in fretta.</b></p>
<p class="MsoNormal">La stessa figura di Roberto (<b>Ivan Castiglione</b>), ovvero l’alter-ego di Roberto Saviano, che si muove in scena da un personaggio all’altro facendo da controparte e da collante alla narrazione, risulta alla fine piuttosto forzata, tendente alla predica, fin troppo distante da quel mondo nel quale l’autore è invece cresciuto e del quale, a suo modo, si sente parte.</p>
<p class="MsoNormal"><b>Colpisce invece l’ottima prova degli attori</b>, (<b>Francesco Di Leva, Antonio Ianniello, Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo, Ernesto Mahieux</b>) tutti perfettamente calati nei loro personaggi, ricchi di vita, immersi in una lingua vivace e sanguigna, a volte solo un po’ letteraria. <b>E molto belle sono anche le immagini </b>che, proiettate su un telo collocato in scena, in alto, restituiscono allo spettatore la sensazione di quel buco nero, quel mondo tentacolare che tutto fagocita, che vive nelle pagine di Gomorra.</p>
<p class="MsoNormal" align="right"><i>Mirko Di Martino </i></p>
<p><b>Teatro Augusteo</b><br />
<b>Salerno</b><br />
<b>2  e 3 febbraio 2008</b></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/erdos.wordpress.com/140/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/erdos.wordpress.com/140/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/erdos.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/erdos.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/erdos.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/erdos.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/erdos.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/erdos.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/erdos.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/erdos.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/erdos.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/erdos.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/erdos.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/erdos.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/erdos.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/erdos.wordpress.com/140/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=140&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il calendario della professoressa sexy</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 16:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Lauretano]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi rivolgo ai maschi (forse anche alle donne, ma questo sarebbe un discorso troppo complesso): chi di voi, da adolescente, non ha avuto tra i suoi sogni erotici anche una professoressa? Se qualcuno risponde &#8220;io no&#8221;, allora mi dispiace per lui, perchè non sa cosa si è perso. Chiariamo, però: l&#8217;appeal delle professoresse non è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=138&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/lauretano_paola.jpg" title="Paola Lauretano"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/lauretano_paola.jpg?w=166&#038;h=252" alt="Paola Lauretano" align="left" height="252" width="166" /></a>Mi rivolgo ai maschi (forse anche alle donne, ma questo sarebbe un discorso troppo complesso): <b>chi di voi, da adolescente, non ha avuto tra i suoi sogni erotici anche una professoressa?</b> Se qualcuno risponde &#8220;io no&#8221;, allora mi dispiace per lui, perchè non sa cosa si è perso.</p>
<p>Chiariamo, però: l&#8217;appeal delle professoresse non è mai stato legato a una reale bellezza che, a dirla tutta, non poteva certo essere chissà che in una mamma di famiglia di quarant&#8217;anni (escludiamo le giovani supplenti di una settimana, quelle non contano) che aveva dedicato la sua vita a sgobbare sui libri. <b>Era la nostra testa di studentelli, di giovanotti in preda a violente tempeste ormonali, a trasformare una Tata Matilda in una Giovannona Coscialunga.</b></p>
<p>E invece, oggi, ecco che ti si presenta in classe, con tanto di calendario appena stampato, una <b>Paola Lauretano</b>, professoressa avellinese di 40 anni, insegnante di economia aziendale all&#8217;istituto alberghiero «Rossi Doria» di Montorio Inferiore, con un passato di indossatrice e presentatrice. <b>Il suo calendario, manco a dirlo, ha scatenato un mezzo putiferio (finto o reale che sia), proiettando la bella Paola alla ribalta, nell&#8217;ordine,  della scuola dove insegna, della città di Avellino, della regione Campania e, mi sa tanto, tra poco anche della Nazione intera.</b></p>
<p>La vicenda, divertente e irritante allo stesso tempo, potete leggerla <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/spettacoli/articoli/2008/02_Febbraio/01/sexy_prof.shtml" target="_blank"><b>QUI</b></a>, sul Corriere del Mezzogiorno. Erdos l&#8217;ha già letta e, da buon alieno, è poco interessato alle sorti dei terrestri e farà a meno di commentarla.</p>
<p>Però ha pensato agli alunni della professoressa. E gli è dispiaciuto.</p>
<p><b>Poverini, non potranno più provare quell&#8217;intenso piacere che provavamo noi  quando entrava in classe la professoressa  &#8212;&#8212;&#8212;&#8211; della quale, non conoscendo altro che le morbide curve che andavano dalla caviglia al polpaccio, immaginavamo tutto il resto. E l&#8217;immaginazione non aveva limiti. </b>Era veramente la donna più eccitante che avessimo visto, così a portata di mano eppure così irraggiungibile. Non ne ho più trovate, di donne così.</p>
<p>Nemmeno Paola Lauretano, con tutta la sua bellezza, così affascinante, così invitante, così tanto simile a tutte le altre.</p>
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			<media:title type="html">Paola Lauretano</media:title>
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		<title>&#8220;Bianco e nero&#8221; bello e brutto (ma un po&#8217; più brutto)</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 15:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Ambra Angiolini]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Bonaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Comencini]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Volo]]></category>
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		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Saponangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendete un&#8217;idea simpatica che non sia troppo insolita, prendete un paio di volti noti che non siano troppo bravi, prendete una regista esperta che non sia troppo autoriale, allungate il brodo per un&#8217;ora e mezza e servite caldo (perchè freddo è indigesto). Ecco la ricetta per un film italiano nè carne e nè pesce, nè [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=136&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/bianco_e_nero.jpg" title="Biano e nero"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/bianco_e_nero.jpg?w=165&#038;h=248" alt="Biano e nero" align="left" height="248" width="165" /></a>Prendete un&#8217;idea simpatica che non sia troppo insolita, prendete un paio di volti noti che non siano troppo bravi, prendete una regista esperta che non sia troppo autoriale, allungate il brodo per un&#8217;ora e mezza e servite caldo (perchè freddo è indigesto). Ecco la ricetta per un film italiano nè carne e nè pesce, nè bello e nè brutto, nè bianco nè nero. Anzi, proprio <b><i>Bianco e Nero</i></b>, perchè è di questo film che sto parlando.</p>
<p>Diretto da <b>Cristina Comencini </b>(che lo ha anche scritto, insieme a <b>Giulia Calenda</b> e <b>Maddalena Ravagli</b>), <span style="font-size:120%;"></span><b><i>Bianco e Nero</i> è un concentrato di profonde banalità, una serie tendenzialmente infinita di opposti che si respingono e si attraggonno, una sfilza di pregiudizi fin troppo ovvi per essere credibili.</b></p>
<p>Non che il film sia davvero brutto, o sbagliato, o chissà cosa. <b>E&#8217; semplicemente realizzato con svogliatezza, diretto con mano frettolosa e scritto con una superficialità irritante, per non parlare dei personaggi ridotti continuamenmte a macchiette.</b> Su tutto domina una patina di gradevolezza pubblicitaria, dove i &#8220;negri&#8221; sono fin troppo bianchi e i bianchi fin troppo (poco) razzisti. Non si capisce proprio, ad esempio, che cosa ci sia di strano nella sbandata che il personaggio di <b>Fabio Volo</b> (lui è quello che è, prendere o lasciare) trascuri la moglie piuttosto scialba, <b>Ambra Angiolini</b> (lei è quello che è, prendere o lasciare). per rincorrere la bellissima Nadine (<b>Aissa Maiga</b>), donna  sensuale, affascinante, di classe. Va bene, è nera, e allora? Non siamo mica nel Sud Africa di Steven Biko.</p>
<p><b>Non è il razzismo, oggi, la barriera che separa gli italiani: è, ancora una volta, il vile, banalissimo, denaro. </b>E la bella Nadine, che veste abiti eleganti, che indossa scarpe con i tacchi a spillo pure per andare a fare la spesa, che vive in una casa ampia, luminosa, arredata benissimo e con un grande prato dove far giocare i bambini (a Roma!), non è davvero l&#8217;esempio migliore per parlare di pregiudizi.</p>
<p><i><b>Bianco e Nero</b></i></p>
<p>Un film di <i>Cristina Comencini</i>.</p>
<p>Con <i>Fabio Volo, Ambra Angiolini, Aïssa Maïga, Eriq Ebouaney, Anna Bonaiuto, Franco Branciaroli, Katia Ricciarelli, Teresa Saponangelo</i>.</p>
<p>Genere <i>Commedia</i>,    colore, 100 minuti.  &#8211; Produzione Italia  2007.  &#8211; Distribuzione <i>01 Distribution</i></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/erdos.wordpress.com/136/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/erdos.wordpress.com/136/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/erdos.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/erdos.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/erdos.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/erdos.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/erdos.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/erdos.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/erdos.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/erdos.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/erdos.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/erdos.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/erdos.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/erdos.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/erdos.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/erdos.wordpress.com/136/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=136&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Biano e nero</media:title>
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		<title>Roberto Herrera, la passionalità del Tango</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 13:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Herrera]]></category>
		<category><![CDATA[Tango]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei affiatatissime coppie per uno spettacolo che lascia davvero estasiati! La Compañia Argentina Roberto Herrera, guidata dall’omonimo ballerino e coreografo, non risparmia al pubblico un giusto mix di eccezionale bravura e precisione tecnica unite ad una stupefacente capacità di emozionare, attraverso la carica intensa di sguardi e gesti. &#160; Tango è il titolo dell’ultima fatica [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=134&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp0.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/R6Mi3hPJRII/AAAAAAAAAMw/pEb-b8Z8UpU/s1600-h/tango-herrera.jpg"><img src="http://bp0.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/R6Mi3hPJRII/AAAAAAAAAMw/pEb-b8Z8UpU/s200/tango-herrera.jpg" style="float:left;cursor:pointer;margin:0 10px 10px 0;" border="0" /></a><span style="font-style:italic;">Sei affiatatissime coppie per uno spettacolo che lascia davvero estasiati! La Compañia Argentina Roberto Herrera, guidata dall’omonimo ballerino e coreografo, non risparmia al pubblico un giusto mix di eccezionale bravura e precisione tecnica unite ad una stupefacente capacità di emozionare, attraverso la carica intensa di sguardi e gesti. </span></p>
<p style="font-style:italic;">&nbsp;</p>
<p><span style="font-style:italic;font-weight:bold;">Tango </span><span style="font-weight:bold;">è il titolo dell’ultima fatica della compagnia: semplice e diretto, che ci introduce subito il grande protagonista dello show, il tango appunto.</span></p>
<p>Quello puro, tradizionale, che tutti conoscono almeno di fama, è il leitmotiv della prima parte. Si alternano sul palco le varie e collaudate coppie in un gioco di coreografie ora passionali, ora tormentate, ora leggere e sbarazzine. Qui in primo piano ci sono le donne, o meglio, le loro gambe, pronte a compiere ariose evoluzioni o sequenze rapidissime mentre sbucano da sbrilluccicanti miniabiti con grandi spacchi. S<span style="font-weight:bold;">eguono il partner  passo dopo passo, senza sbagliare di un millisecondo che può risultare fatale, e concludono sempre con una presa d’effetto che sigilla la chiusura e scatena l’applauso.</span></p>
<p>La seconda parte, invece, lascia spazio alla creatività, ad un riadattamento del tango in chiave moderna. Atmosfere della danza jazz accarezzano i pezzi d’apertura, mentre soltanto il rumore delle scarpe e delle bolas roteanti è la colonna sonora di un momento centrale. Chiusura in grande stile con brani tratti dal film-musical “Evita”, per il quale Herrera ha curato la coreografia d’apertura, e con ben due bis.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Tra tutte le coppie il posto di rilievo è occupato senz’altro dalla principale: Roberto Herrera e Silvana Capra. </span>Lui, affascinante, con un’espressione sorniona e divertita, ma romantico e passionale al momento giusto, stupisce per la carica che riesce a trasmettere, non essendo più giovanissimo, e comunica tutto l’amore che prova per questa danza e la grande gioia che ricava da questo mestiere. Coinvolge il pubblico, batte le mani, chiede di portare il tempo, strizza l’occhio alle prime file, ammicca come uno che ha l’aria di saperla lunga in fatto di donne, e sospira, finto sconsolato, quando arriva il rifiuto. Lei, elegantissima pantera dalla camminata suadente, non si può fare a meno di seguirla con lo sguardo anche quando abbandona il palco per entrare in una delle quinte laterali. Insieme: alchimia perfetta che si traduce in un unico corpo che si muove all’unisono, pur mantenendo separate le identità di uomo e donna, e che non sbaglia mai.</p>
<p>Unico rimprovero da muovere: che a ballare il meraviglioso e conosciutissimo “Libertango” di Piazzolla sia stata la coppia più scarsa, costituita da un attempatello e timido Estanislao Herrera, e da un’eccessivamente aggressiva Laura Tilve, quasi ridicola nel suo esasperato tentativo di apparire femme fatale, viste le numerose defaillances avute nel corso della serata.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Gran finale a sorpresa: la compagnia scende in platea e invita il pubblico a ballare, o meglio a provare qualche passo, quasi a voler ricordare che è lì che nasce il tango, tra la gente comune.</span></p>
<div align="right"><i> Maria Rosaria Carifano</i></div>
<p><a href="http://www.teatrobellini.it/">Teatro Bellini</a>, Napoli<br />
Dal 30 gennaio al 3 febbraio 2008</p>
<p><span style="font-size:130%;">Pubblicato su <a href="http://www.teatroteatro.it/">www.teatroteatro.it</a></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/erdos.wordpress.com/134/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/erdos.wordpress.com/134/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/erdos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/erdos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/erdos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/erdos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/erdos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/erdos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/erdos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/erdos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/erdos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/erdos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/erdos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/erdos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/erdos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/erdos.wordpress.com/134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=134&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Gli Uccelli&#8221;: Satira, Utopia, Teatro</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 13:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Aristofane]]></category>
		<category><![CDATA[Federico tiezzi]]></category>
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		<category><![CDATA[Sandro Lombardi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Mercadante]]></category>

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		<description><![CDATA[Da mercoledì 30 gennaio e fino al 10 febbraio è in scena, al Teatro Mercadante di Napoli, Gli uccelli, della compagnia Tiezzi-Lombardi, premio Ubu 2006 al miglior spettacolo e alla miglior regia. Utopia è un Non-Luogo, uno spazio che esiste solo come possibilità, come alternativa al reale o come suo modello. Ma Utopia è anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=erdos.wordpress.com&amp;blog=2374058&amp;post=133&amp;subd=erdos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/gli_uccelli_2.jpg" title="Alessandro Schiavo, Massimo Verdastro, Sandro Lombardi"><img src="http://erdos.files.wordpress.com/2008/02/gli_uccelli_2.jpg?w=280&#038;h=184" alt="Alessandro Schiavo, Massimo Verdastro, Sandro Lombardi" align="left" height="184" width="280" /></a><i>Da mercoledì 30 gennaio e fino al 10 febbraio è in scena, al Teatro Mercadante di Napoli, <b><a href="http://www.teatroteatro.it/scheda.asp?idscheda=161" target="blank"><i>Gli uccelli</i></a></b>, della compagnia Tiezzi-Lombardi, premio Ubu 2006 al miglior spettacolo e alla miglior regia. </i></p>
<p><b>Utopia è un Non-Luogo, uno spazio che esiste solo come possibilità, come alternativa al reale o come suo modello. </b>Ma Utopia è anche un desiderio eternamente frustrato, un’immagine che svanisce non appena ci si avvicina a guardarla, un mondo sospeso in un’eterna finzione che è vera, verissima, solo per chi sceglie di crederci.</p>
<p align="justify"> <b>A ben vedere, allora, Utopia è il Teatro stesso</b>. Quale luogo è infatti allo stesso tempo più reale e più impossibile di quello costruito sul palcoscenico, ogni sera da capo, all’infinito? E quale altro mondo è così tanto fragile eppure così ostinatamente vitale?</p>
<p><b>E’ di questo, anche di questo, che parla Gli uccelli, lo spettacolo di Federico Tiezzi, regista, e Sandro Lombardi, attore, che da mercoledì 30 gennaio è in scena al Teatro Mercadante di Napoli, fino al 10 febbraio.</b></p>
<p>La storia è quella di due ateniesi, Pisetero (Sandro Lombardi) e Evelpide (Alessandro Schiavo) che lasciano la loro città, sull’orlo del crollo definitivo, per andare in cerca di un luogo dove trascorrere il resto della vita senza seccature. Questo nuovo mondo sarà la città degli uccelli, sospesa nel cielo a metà tra la terra degli uomini e il regno degli dei. Ma ben presto questo utopico regno della libertà si trasformerà in un mondo fin troppo simile al nostro.</p>
<p><b>Premio Ubu 2006 per il miglior spettacolo e la miglior regia, Gli Uccelli, nella riscrittura dello stesso Sandro Lombardi, è un po’ satira socio-politica e un po’ dramma didattico, divertente e colorata in certi momenti, grigia e inquietante in certi altri.</b></p>
<p>Uno spettacolo ricco di invenzioni e fantasia, di simboli e concetti, che vede in scena una splendida compagnia di attori, tutti di grande qualità ed eleganza.</p>
<p><b>Teatro Mercadante<br />
piazza municipio, Napoli</b><br />
biglietteria: 081.5513396<br />
info@teatrostabilenapoli.it<br />
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