Arriva l’obiezione di coscienza alle scene di sesso
Ho sempre pensato che non fosse giusto che solo i medici, i farmacisti, gli infermieri, i veterinari, potessero decidere di non fare qualcosa che gli spetta, come praticare un aborto o collaborare a praticarlo, dichiarandosi obiettori di coscienza.
Qualche storia di questo tipo, legata alla “pillola del giorno dopo” (che splendido nome: sembra un film catastrofico degli anni ‘80) potete leggerla QUI.
Per fortuna che in Italia abbiamo la CEI. Che menti straordinarie, i nostri vescovi. Se non ci fossero loro, ad animare un po’ il dibattito in questa società italiana così sonnacchiosa, a richiamare all’ordine le nostre coscienze intorpidite, non avremmo niente di cui parlare. Questa volta il merito è di Don Nicolò Anselmi, responsabile della Cei per la pastorale giovanile.
Don Anselmi, in una lettera ai ragazzi che parteciperanno alla Gmg di Sydney, critica la scena erotica di Caos Calmo (il trailer del film è visibile QUI): «Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari – scrive don Anselmi nella lettera ai giovani che andranno a Sydney – mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio». Belle parole, no? Però, fin qui, don Anselmi non avrebbe fatto nulla di diverso da quello che oggi fanno 8 giornalisti su 10 (gli altri due sono impegnati a seguire Berlusconi e Veltroni, e viceversa).
La grande idea arriva poco dopo: «Sono convinto che gli attori, gli uomini di spettacolo, abbiano un grande impatto culturale e quindi una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza». Ecco dunque perché «sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive».
Grande don Anselmi. Un’idea così semplice, così limpida, per restituire dignità agli attori, ingiustamente ritenuti da secoli privi di moralità. Perchè nessuno ci aveva mai pensato prima?
La versione integrale dell’articolo, pubblicato su LaStampa.it, è disponibile QUI.