Il Latin quintet di Fabrizio Bosso e Javier Girotto al Marabù di Napoli
Ancora un appuntamento di grande fascino e all’insegna della grande musica quello che va in scena sabato 9 febbraio al Marabù di Napoli.
Nel club vomerese di via Toma arriva infatti il Latin quintet, superband composta da Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto al sax, Natalio Mangalavite al piano, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.
Messo in piedi in occasione dell’edizione 2006 del Brianza Open Jazz Festival, il quintetto si avvale di due figure leader: da un lato il torinese Bosso, dall’altro l’argentino Girotto, italiano d’adozione. Si incontrano così, nel terreno fertile dell’improvvisazione e del jazz, estetiche apparentemente lontane, l’ hard bop di cui Bosso è alfiere indiscusso e gli influssi latini e le ritmiche argentine, dal tango in giù, di Girotto. Il calore che emana l’incontro tra due grandi stilisti del jazz quali Bosso e Girotto anima la musica del quintetto: inquadrature veloci, rapidi cambi di timbro, assoli fulminanti e grande interplay.
La tromba tecnicamente infallibile di Fabrizio e la voce inconfondibile dei sassofoni di Javier sospingono l’estro combinatorio e visionario di un quintetto che gode inoltre della partecipazione straordinaria del pianista italo-argentino Natalio Mangalavite, già compagno di Girotto in altre avventure. L’estetica del quintetto si colloca dunque nella tradizione jazz con occhio di riguardo nei confronti di linguaggi misti ad influssi latini: una soluzione valida a estetiche programmate, che si avvale dell’inguaribile volontà d’innovazione dei componenti, estremamente interessati a fondere forme comunicative apparentemente lontane.
Di grande livello anche gli altri due componenti del quintetto. A partire da Luca Bulgarelli, tra i migliori giovani contrabbassisti in circolazione. Dotato di alta padronanza tecnica e ricca sensibilità espressiva, si dimostra un musicista enciclopedico che si sta ricucendo un ruolo cardine nell’ambito di altri importanti progetti come quello jazz di Gino Paoli, il quintetto di Roberto Gatto, la band di Sergio Cammariere, al fianco di Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi.
Lorenzo Tucci è un batterista incredibile la cui tecnica è frutto di un’attenta scomposizione sia del drumming di matrice nero americana che va da Elvin Jones a Tony Williams sia dell’impressionismo di Shelly Manne e Buddy Rich. Insomma cinque grandi musicisti per un concerto da non perdere.
(Comunicato stampa)
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