Roberto Herrera, la passionalità del Tango
Sei affiatatissime coppie per uno spettacolo che lascia davvero estasiati! La Compañia Argentina Roberto Herrera, guidata dall’omonimo ballerino e coreografo, non risparmia al pubblico un giusto mix di eccezionale bravura e precisione tecnica unite ad una stupefacente capacità di emozionare, attraverso la carica intensa di sguardi e gesti.
Tango è il titolo dell’ultima fatica della compagnia: semplice e diretto, che ci introduce subito il grande protagonista dello show, il tango appunto.
Quello puro, tradizionale, che tutti conoscono almeno di fama, è il leitmotiv della prima parte. Si alternano sul palco le varie e collaudate coppie in un gioco di coreografie ora passionali, ora tormentate, ora leggere e sbarazzine. Qui in primo piano ci sono le donne, o meglio, le loro gambe, pronte a compiere ariose evoluzioni o sequenze rapidissime mentre sbucano da sbrilluccicanti miniabiti con grandi spacchi. Seguono il partner passo dopo passo, senza sbagliare di un millisecondo che può risultare fatale, e concludono sempre con una presa d’effetto che sigilla la chiusura e scatena l’applauso.
La seconda parte, invece, lascia spazio alla creatività, ad un riadattamento del tango in chiave moderna. Atmosfere della danza jazz accarezzano i pezzi d’apertura, mentre soltanto il rumore delle scarpe e delle bolas roteanti è la colonna sonora di un momento centrale. Chiusura in grande stile con brani tratti dal film-musical “Evita”, per il quale Herrera ha curato la coreografia d’apertura, e con ben due bis.
Tra tutte le coppie il posto di rilievo è occupato senz’altro dalla principale: Roberto Herrera e Silvana Capra. Lui, affascinante, con un’espressione sorniona e divertita, ma romantico e passionale al momento giusto, stupisce per la carica che riesce a trasmettere, non essendo più giovanissimo, e comunica tutto l’amore che prova per questa danza e la grande gioia che ricava da questo mestiere. Coinvolge il pubblico, batte le mani, chiede di portare il tempo, strizza l’occhio alle prime file, ammicca come uno che ha l’aria di saperla lunga in fatto di donne, e sospira, finto sconsolato, quando arriva il rifiuto. Lei, elegantissima pantera dalla camminata suadente, non si può fare a meno di seguirla con lo sguardo anche quando abbandona il palco per entrare in una delle quinte laterali. Insieme: alchimia perfetta che si traduce in un unico corpo che si muove all’unisono, pur mantenendo separate le identità di uomo e donna, e che non sbaglia mai.
Unico rimprovero da muovere: che a ballare il meraviglioso e conosciutissimo “Libertango” di Piazzolla sia stata la coppia più scarsa, costituita da un attempatello e timido Estanislao Herrera, e da un’eccessivamente aggressiva Laura Tilve, quasi ridicola nel suo esasperato tentativo di apparire femme fatale, viste le numerose defaillances avute nel corso della serata.
Gran finale a sorpresa: la compagnia scende in platea e invita il pubblico a ballare, o meglio a provare qualche passo, quasi a voler ricordare che è lì che nasce il tango, tra la gente comune.
Teatro Bellini, Napoli
Dal 30 gennaio al 3 febbraio 2008
Pubblicato su www.teatroteatro.it
3, Febbraio 2008 a 10:28 am
Incantevole e coinvolgente…. Molto più di quanto mi aspettassi.
Prova tangibile che nella vita si riesce ancora ad emozionare e ci si può sempre emozionare…
3, Febbraio 2008 a 4:11 pm
Serata emotivamente impegnativa quella di ieri sera! Mi sono avvicinata per la prima volta al mondo del tango, per me sconosciuto e misterioso, passionale e romantico, tormentato e malinconico. Quante cose ho capito…
“E’ tango il campanello che suona e suona
in una casa vuota,
e anche c’è Tango negli occhi
di quello che ha suonato e se ne va, e se ne va
portandosi dentro l’assenza.
…
E’ di tango il suono
della pioggia sulla finestra,
quando la finestra la tengono in piedi solo
i nostri sguardi, amor mio.
…
Credo che Tango è
quest’abbraccio che ci siamo dati
senza sapere se era l’ultimo.”