Il fascino romantico di Giselle
Il balletto classico conserva oggi un fascino tutto particolare, la bellezza di qualcosa cheappartiene ad un altro tempo, distante e irrecuperabile, eppure proprio per questo attraente. Quell’atmosfera un po’ polverosa fatta di tutù e scarpine bianche, quei gesti così esasperati nel loro tendere al superamento dei limiti fisici, trasportano lo spettatore in un clima irreale di gradevolissimo sogno.
E’ quanto è capitato anche a me, profano della danza, nell’assistere a Giselle, il balletto romantico per eccellenza, quello che ha permesso a ballerine come Carla Fracci di diventare stelle di fama internazionale. Giselle è andato in scena al Teatro Gesualdo sabato 5 e domenica 6 gennaio 2008, con la musica eseguita dal vivo dall’orchestra del Conservatorio Cimarosa, diretta dal Maestro Silvia Casarin Rizzolo, e l’interpretazione della Compagnia del Balletto di Mosca “La Classique”, diretta da Elik Melikov, una compagnia che, complice Raffaele Paganini, già da qualche anno si esibisce con regolarità in Italia nell’ambito delle sue tournèe europee.
In sintesi, il balletto racconta la storia di Giselle, una giovane contadina innamorata del principe Albrecht, che la corteggia camuffato da popolano. Ma Giselle è amata anche dal guardiacaccia Hilarion che, non ricambiato, pazzo di gelosia, smaschera Albrecht davanti a tutti, rivelando a Giselle che l’uomo che ama sta per sposare un’altra donna. Giselle, sconvolta, impazzisce dal dolore e muore, ma riapparirà ad Albrecht quella notte stessa per salvarlo dalla vendetta delle Villi, gli spiriti delle fanciulle vissute per la danza e morte alla vigilia del matrimonio, che tormentano gli uomini obbligandoli a danzare con loro fino alla morte.
La compagnia “La Classique”, oltra a Giselle, ha in repertorio tutti i principali balletti classici, che ripropone al pubblico in allestimenti dall’aria filologica, comprese scene e costumi. La qualità dei ballerini è certamente notevole, in linea con la grande tradizione della scuola russa. In particolare i due solisti, Anastasia Chumakova e Andrey Lyapin, hanno mostrato grandi doti tecniche, anche se forse sarebbe stata necessaria una maggiore capacità espressiva, vista la carica sentimentale e tragica della storia.
Ma lo spettacolo ha avuto anche un altro merito: a quanto pare ci voleva il balletto per riportare un po’ di giovani a teatro. In sala c’erano infatti ragazze (e qualche ragazzo) di tutte le età, molte addirittura bambine, aspiranti ballerine alle quali il Teatro Gesualdo ha offerto l’occasione di vedere dal vivo quale potrà essere il risultato dei loro tanti sacrifici, magari immaginandosi un giorno lì, sulla scena, con il tutù, le scarpine bianche, e il pubblico in piedi ad applaudire. Una storia romantica anche questa.