Il Teatro Augusteo apre con "Il Giorno della Tartaruga"

“Il giorno della Tartaruga” è la commedia musicale targata G&G che la Compagnia della Rancia e il Sistina hanno deciso di mettere in scena come omaggio agli autori e registi che hanno creato la commedia musicale italiana e l’hanno esportata nel mondo: Sandro Giovannini e Pietro Garinei.
E proprio poco tempo fa, il 9 maggio 2006, Pietro Garinei ha raggiunto il suo amico Sandro per ricomporre quel sodalizio che ha fatto divertire, commuovere e cantare mezzo secolo di italiani.

“Il giorno della Tartaruga” debuttò nel 1964 e fu portato al successo da Renato Rascel e Delia Scala. Nella stagione 2007-2008 Saverio Marconi torna a dirigere questo spettacolo, affidando i ruoli principali a due attori che il pubblico ben conosce ed apprezza: Chiara Noschese, una delle più importanti interpreti del musical e della commedia musicale italiana che, dopo essere stata protagonista di diversi musical della Rancia e dopo i successi di “Alleluja Brava Gente” e “Aggiungi un posto a tavola”, torna ad interpretare uno spettacolo di Garinei e Giovannini; Christian Ginepro che, dopo essere stato nel cast di diversi musical della Rancia, ha raccolto un personalissimo e caloroso successo interpretando il Maestro delle Cerimonie nel recente “Cabaret” e il fotografo in “Vacanze Romane”.

“Il giorno della Tartaruga” affronta il tema, sempre attuale, della crisi della coppia, sullo sfondo dell’Italia degli anni del boom. I due protagonisti, oltre ad interpretare Lorenzo e Maria, marito e moglie che litigano dalla prima all’ultima scena, interpretano anche i vari personaggi della storia, offrendo una grande prova di attori; a completare il cast, accanto a loro 8 performers che danno vita ai ricordi della coppia creando atmosfere romantiche, divertenti e a tratti nostalgiche.
Oltre a Lorenzo e Maria c’è un altro “protagonista”: la tartaruga che dà il titolo allo spettacolo e a cui sono dedicate l’apertura e la chiusura, un animaletto domestico al quale confidare i propri crucci e del quale prendersi cura, o quasi un alter ego di Lorenzo. In fondo la tartaruga simboleggia un modello di vita coniugale: i due protagonisti, proprio come lei, restano chiusi all’interno del guscio della propria casa.
La moda dell’antiquariato da sacrestia, le battute sempreverdi sulla politica e la parola “congiuntura”, allora attualissima e onnipresente, la suocera che sempre incombe, la piccola “dolce vita” pre-coniugale che torna alla ribalta, il flirt in utilitaria, il desiderio del bebè, fanno de “Il giorno della Tartaruga” uno spettacolo divertente che conquisterà ancora una volta il pubblico italiano.Correvano i favolosi anni ’60.
Il periodo del boom economico, della Dolce Vita, del Sorpasso, dei Beatles, della commedia all’italiana e degli spaghetti-western di Sergio Leone. Nell’Italia del 1964 un quotidiano, per 50 lire, racconta che Giuseppe Berto ha vinto il Premio Strega, Aldo Moro vara il secondo centro-sinistra, nasce la 850 della Fiat, Maigret è in TV con Gino Cervi, muore Togliatti e il popolo comunista è in lutto, Fellini vince l’Oscar con “Otto e Mezzo”, Bobby Solo canta “Una lacrima sul viso” e Garinei e Giovannini stravincono un’altra battaglia del musical con “Il giorno della Tartaruga”, protagonisti Renato Rascel e Delia Scala: è il 25 ottobre 1964, al Teatro Sistina.
Comunicato stampa del Teatro Augusteo di Napoli

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