Into the wild, un’occasione sprecata
Pubblicato su Cinema, Recensioni con i tag11 settembre 2001, Chris McCandless, Eddie Vedder, Sean Penn il 8, Marzo 2008 da Mirko Di Martino
Un regista, Sean Penn (La promessa), considerato tra i maggiori nuovi talenti di Hollywood; una grande storia, quella -vera- di Chris McCandless, che abbandonò tutto per un viaggio senza nulla attraverso gli Stati Uniti; interessanti temi dunque su cui speculare: i falsi valori della società odierna, il ritorno alla natura, la solitudine, la ricerca della felicità. Con queste premesse uscire dal cinema con lo spirito opposto con cui ci si è entrati è spiacevole ma tant’è: Into the wild è una delusione, e un’occasione sprecata.Se vuoi dire qualcosa mediante il linguaggio cinematografico lo fai con la forza delle immagini, con la trama, con dialoghi magari forti ma non forzati, in definitiva col tuo punto di vista di regista: Penn invece ci spiega tutto, con frasi altisonanti che appaiono in corsivo sullo schermo, con zoomate (sic!) sulle parole-chiave incise sul legno o scritte sul diario, con l’irritante voce-off della sorella di Chris, soprattutto con un protagonista che parla come se stesse annunciando la lieta novella anche quando è ubriaco e dovrebbe solo biascicare. Perfino le -belle- canzoni di Eddie Vedder hanno testi che ci dicono, coi sottotitoli eh, quanto sia assurdo il mondo in cui viviamo (“Società, sei una razza folle…”).
Su tutto quindi aleggia pesante un tono intellettualistico, didascalico, che lascia inizialmente stupefatti e poi quasi irritati. Tanto forte è questa sensazione che sorge il dubbio che il regista voglia prenderci in giro e esprima un giudizio sostanzialmente negativo sulla storia: potrebbe farcelo pensare la frase finale del film (la vera felicità è quella condivisa) o lo sberleffo che a un certo punto il protagonista rivolge alla cinepresa, ma troppi sono gli indizi che invece portano a vedere come la vicenda voglia essere presentata come simbolica e edificante, il che può anche starci, ma non attraverso strumenti retorici e ridondanti. Allora quella frase è solo nuova carne al fuoco in un calderone un po’ confuso, e lo sguardo in camera di Chris è più probabilmente una citazione buttata lì di Fino all’ultimo respiro. Del resto tutta la regia è sovraccarica di effetti facili, split-screen, ralenty, primi piani insistiti: ancora una volta l’impressione è l’esercizio di stile.
Into the wild è inutilmente lungo, pieno di episodi che nulla aggiungono alla vicenda (la hippy sedicenne, il contadino Vince Vaughn…) e non vale l’obiezione che è tratto da una storia vera: non tutto ciò che è vita deve diventare materiale cinematografico; ha un montaggio spezzettato che toglie forza alla storia invece di irrobustirla; ha una bella fotografia che però rischia sempre l’effetto National Geographic.
Infine l’ultimo, ferale difetto di questo film: non emoziona! Ed è un delitto per una storia del genere. I presupposti ci sarebbero tutti, ma il brivido non corre mai lungo la schiena, gli occhi non si inumidiscono, nemmeno nel finale tragico e lirico (anche questo troppo enfatico e furbo…).
La speranza è che Sean Penn torni presto alla poesia ruvida e minimalista che aveva espresso nel suo episodio del film 11 settembre 2001. Qui ha voluto strafare, e ha toppato.
Into the wild
Regia: Sean Penn
Sceneggiatura: Sean Penn
Fotografia: Eric Gautier
Musiche: Michael Brook ,Eddie Vedder ,Kaki King
Cast
Wayne Westerberg Vince Vaughn
Walt McCandless William Hurt
Ron Franz Hal Holbrook
Jan Burres Catherine Keener
Christopher McCandless Emile Hirsch
Carine McCandless Jena Malone
Billie McCandless Marcia Gay Harden
Anno: 2007
Nazione: Stati Uniti d’America
Durata: 140′
Data uscita in Italia: 25 gennaio 2008
Genere: avventura,drammatico








